
Lo script intreccia il tema della codipendenza amorosa con incubi tangibili, farmacologie quotidiane e deformazioni corporee, sino a farne un’oscura commedia del “rimatrimonio”: una parabola di riconciliazione che passa attraverso mutazioni, traumi e paradossi paranormali. Il colpo di coda giunge nell’immagine conclusiva, che rivela la posta politica del film: l’horror, lungi dall’essere mero esercizio di stile, si conferma qui strumento privilegiato per interrogare le ambiguità del reale, le forme dell’amore e le identità instabili del presente.