FAMILIA

Secondo lungometraggio di Francesco Costabile, presentato a Orizzonti (Venezia 81), è un’opera ambiziosa che intreccia biopic, tragedia greca, thriller urbano e horror domestico. Ispirato all’autobiografia di Luigi Celeste (Non sarà sempre così), racconta il ritorno di Franco, padre violento e ingombrante, nella vita dei figli e della compagna Licia, aprendo una riflessione potente sulla mascolinità tossica e sulle dinamiche oscure all’interno della famiglia.
Costabile affronta una materia incandescente con uno stile teso, simbolico e visivamente incisivo: la fotografia dai toni lividi, le musiche evocative di Valerio Vigliar e l’uso di immagini-simbolo come la porta a vetri diventano strumenti per restituire con forza l’oppressione e il trauma. Ogni scena è costruita senza esitazioni, con l’intento di mettere a nudo le ferite più profonde e di raccontare senza filtri la violenza che segna generazioni.
Il film è sostenuto da momenti di grande intensità emotiva, come la denuncia di Luigi in commissariato o il confronto frontale con il padre, che condensano in poche battute la disperazione e la ribellione di un figlio. A rendere Familia ancora più incisivo è un cast d’eccezione: Francesco Di Leva restituisce un padre-orco magnetico e inquietante; Barbara Ronchi dà profondità al ruolo di Licia; i giovani Francesco Gheghi, Marco Cicalese e Tecla Insolia portano energia e autenticità alla vicenda.
Con Familia, Costabile conferma un cinema coraggioso e personale, capace di trasformare una storia reale in un racconto universale di rinascita, dolore e resistenza. Candidato all’Oscar italiano come miglior film internazionale agli Oscar 2026.

Lascia un commento