KONTINENTAL ’25

Cluj, oggi. Un senza tetto viene sfrattato dal seminterrato dove dormiva da una ufficiale giudiziaria e si suicida. La donna, affranta e sopraffatta dai sensi di colpa cerca consolazione in amici e parenti…
Nella sua peregrinazione tra superiori, amiliari e persino un sacerdote, la donna cerca invano un’assoluzione che la società le nega, specchio di un’Europa già ridotta a rudere ideologico, incapace di generare comunità e divorata da nazionalismi, ipocrisie e rancori etnici. Jude intreccia dialoghi taglienti e osservazioni sferzanti, senza concedere attenuanti: mette alla berlina la violenza del capitale, la voracità del potere, l’indifferenza borghese che si desta solo davanti alla morte. In questo percorso, la figura del senzatetto diventa emblema di un’intera umanità scartata, un “dinosauro” di cui nessuno custodirà memoria. Se l’opera non raggiunge la potenza destabilizzante di alcuni precedenti lavori del regista, resta tuttavia un atto di chiarezza e rigore: cinema che non offre consolazioni, ma indica con fermezza una via politica ed estetica per mettere in discussione l’intero immaginario europeo contemporaneo.

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