THE LAST VIKING

Un uomo, dopo aver scontato quindici anni di prigione, torna a casa per recuperare il bottino, nascosto dal fratello. Purtroppo per lui le condizioni mentali del familiare sono peggiorate molto e non si ricorda più dove l’ha sepolto…
La commedia nera dell’anno non poteva firmarla che Anders Thomas Jensen, che torna in coppia con l’eccelso Mads Mikkelsen dopo il cult di qualche anno fa Riders of Justice. Il viaggio verso la casa d’infanzia, intrapreso per risvegliare la memoria del fratello, diventa un percorso a ritroso nei fantasmi familiari, costellato di incontri con figure eccentriche: ex stilisti falliti, ex modelle manesche, medici eccentrici che fondano cover band dei Beatles, fino a personaggi persuasi di incarnare più identità celebri contemporaneamente. Pur richiamando a tratti il nonsense dei fratelli Coen, il film trova originalità nel trattare con ironia la diversità e l’identità multipla, senza derive pedagogiche né patetiche. Jensen alterna slapstick e animazione, invenzioni surreali e momenti esilaranti, con un andamento irregolare ma sempre libero, refrattario a qualsiasi gabbia formale. Ne risulta un’opera che, proprio nella sua spavalda imperfezione, rivendica la forza dell’immaginazione e celebra gli outsider con un’energia rara, preziosa e difficilmente incasellabile.

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