LE CITTA’ DI PIANURA

Doriano (Pierpaolo Capovilla) e Carlo “Carlobianchi” (Sergio Romano), sono due uomini di mezza età dediti all’alcol come fosse una missione esistenziale. Vivono in un eterno presente fatto di bar e autogrill, spinti da una sete che è anche un modo di restare vivi. Lungo il cammino incontrano Giulio (Scotti), uno studente che finirà per accompagnarli in questo viaggio senza meta, scoprendo con loro un Veneto dimenticato, fatto di paesi anonimi, case sfitte e ristoranti chiusi, un territorio ormai privo di identità. Sossai racconta un paesaggio svuotato di vita e memoria, dove l’antica rêverie rinascimentale si è tramutata in un cimitero di ciò che era. Simbolo di questa dimensione è la Tomba Brion di Carlo Scarpa, meta di Giulio, che rappresenta un monumento “vivo” in una terra ormai spenta. Come i luoghi che attraversano, anche i due protagonisti sembrano già morti dentro, bloccati tra disillusione e sopravvivenza. Accompagnato dalla una colonna sonora di Krano, che unisce folk veneto e sonorità country, Le città di pianura è un film lirico e disilluso, che parla della scomparsa di un’umanità minore e di un territorio in via di estinzione. Pur con qualche incertezza nella scrittura, Sossai realizza un’opera profonda, poetica e fuori dal coro, capace di restituire dignità e malinconia a un’Italia dimenticata.

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