FAMILIAR TOUCH

Vincitore a Venezia 2024 nelle sezioni Orizzonti e Leone del Futuro, l’esordio di Sarah Friedland trasforma un’esperienza personale – l’assistenza alla nonna affetta da demenza – in un racconto universale sulla memoria e sulla dignità. Familiar Touch evita i toni elegiaci per esplorare, con pudore e lucidità, il confine fragile tra lucidità e oblio, tra desiderio e perdita.
La protagonista Ruth Goldman (un’eccellente Kathleen Chalfant) è una donna che affronta il progressivo sgretolarsi delle proprie certezze con la grazia di chi tenta ancora di vivere pienamente. Trasferita in una casa di riposo, tra nuove relazioni e momenti di smarrimento, Ruth oscilla tra ricordi e presente, corpo e mente, realtà e immaginazione. Qualche ingenuità narrativa non offusca l’eleganza di un film che privilegia il gesto minimo al dramma facile, e la silenziosa vitalità alla retorica della malattia.
Familiar Touch è un film sulla resistenza dolce dell’essere umano: un’opera fragile e luminosa, che rivendica con semplicità il diritto a invecchiare senza sparire.

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