
Il prolifico Quentin Dupieux torna a intrecciare humour assurdo, riflessione esistenziale e critica alla cultura digitale firmando il suo capolavoro assoluto. L’autore alterna humour assurdo, tensione e malinconia, ritraendo una donna (l’incredibile Adèle Exarchopoulos, che firma una delle sua migliori performance di sempre) dal corpo invincibile e dall’identità completamente frantumata. Il film procede disarticolato, con improvvise digressioni e momenti sospesi, fino a un epilogo che mescola elemento tragico, spirito farsesco e una vena quasi poetica.