SORE: WIFE FROM THE FUTURE

Jonathan, fotografo disordinato e abitudinario, si sveglia accanto a una donna misteriosa di nome Sore, che sostiene di essere sua moglie… venuta dal futuro. Il suo scopo? Salvargli la vita, cambiando il suo stile di vita autodistruttivo. Ma ogni volta che Sore sembra esserci riuscita, muore, ed il loop si ripete….
Clamorosa dramedy sentimentale con un pizzico di sci-fi, il film, versione “estesa” di una webserie dello stesso regista, Yandy Laurens, si articola in due metà distinte. La prima, più leggera, racconta il disorientamento iniziale di Jonathan, la presenza benevola e misteriosa di Sore e la progressiva trasformazione delle dinamiche tra i due. La seconda parte, invece, introduce temi più complessi: il paradosso temporale, il ripetersi degli eventi in un loop emotivo e psicologico, e il dramma dei continui decessi della ragazza. L’opera si interroga sui limiti del libero arbitrio quando inserito in una struttura temporale circolare, e su quanto sia davvero possibile “salvare” qualcuno che non è pronto a salvarsi da solo. Il risultato è un’opera che, pur mantenendo una dimensione romantica, assume sfumature più cupe e consapevoli, culminando in un (magnifico) finale che mantiene coerenza tematica e peso emotivo. Strepitosa Sheila Dara, protagonista assoluta. L’Indonesia lo candida (giustamente) come miglior film intenazionale agli Oscar 2026.

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