LOST IN STARLIGHT

Nella Seul del 2050 vive Nan-young, giovane astronauta determinata a raggiungere Marte per confrontarsi con l’eredità dolorosa della madre, morta durante una missione sul pianeta rosso. A spezzare il suo rigore quasi ascetico interviene Jay, musicista mancato, piegato dal rimpianto e dalla rinuncia, ma animato da un talento che ancora pulsa sotto la cenere. Complice un vecchio giradischi, nasce fra loro un sentimento…
Gran momento per l’animazione coreana, che, almeno per quanto riguarda i film stand alone, sembra poter prendere il posto di quella giapponese, in crisi creativa da almeno un lustro.
Pur privo di autentiche rivoluzioni narrative, Lost in Starlight conquista per il suo passo misurato, la sua trasparente sincerità emotiva e una cura formale che garantisce almeno una mezza dozzina di sequenza di grande impatto visivo. È un romance cosmico, intimo e gentile, che parla del bisogno di appartenere a qualcuno, della distanza come prova e del coraggio di tornare a credere in ciò che si era smesso di desiderare.

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