
Prosegue il percorso di Tamara Kotevska nel territorio ibrido tra osservazione documentaria e racconto simbolico già esplorato nell’eccezionale Honeyland. Ambientato nella Macedonia del Nord rurale e impoverita, il film segue la famiglia Conev, contadini anziani messi in ginocchio dal crollo dei prezzi agricoli e dalla progressiva dissoluzione del nucleo familiare, con i figli costretti a emigrare in Germania.
Rimasto solo, Nikola accetta lavori marginali e trova una forma di compagnia e di rispecchiamento in una cicogna ferita incontrata in discarica. Intorno a questo legame minimo e ostinato, il film intreccia immagini sensoriali della vita contadina, riprese ravvicinate delle cicogne e una voce narrante che rievoca la fiaba popolare di Silyan, ragazzo trasformato in uccello per aver voluto lasciare la propria terra. Senza sentimentalismi eccessivi, ma con un calore controllato e qualche tocco ironico, Kotevska costruisce un racconto semplice e terroso, dove perdita, migrazione e ritorno trovano forma in una favola concreta, più affettuosa che consolatoria. Candidato della Macedonia del Nord come miglior film internazionale agli Oscar 2026.