THE MYSTERIOUS GAZE OF THE FLAMINGO

Con The Mysterious Gaze of the Flamingo, Diego Céspedes debutta con una fiaba cupa ambientata nel Cile minerario degli anni Ottanta. In un villaggio isolato, un gruppo di performer queer vive ai margini, oggetto del desiderio e insieme della violenza dei minatori, convinti che una misteriosa “peste” si trasmetta attraverso lo sguardo — allegoria fin troppo evidente dell’Aids e della paura dell’epoca.
La storia è filtrata dagli occhi di Lidia, undicenne cresciuta in questa famiglia alternativa, dove affetto e pericolo convivono. Attorno a lei si muove Flamingo, figura fragile e carismatica, il cui passato riemerge in modo minaccioso. Tra superstizione e realtà, la bambina impara che l’amore può essere rifugio ma anche rischio.
Céspedes alterna realismo polveroso e suggestioni quasi western, puntando più sulle dinamiche intime della comunità che sulla trama in sé. Il film talvolta si dilunga, ma trova forza nei momenti di quotidiana solidarietà e nella rappresentazione di un desiderio che resiste alla violenza. Un esordio imperfetto ma già consapevole, capace di coniugare racconto politico e tono fiabesco. Candidato cileno come miglior film internazionale agli Oscar 2026.

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