STRANGER EYES

Yeo Siew Hua costruisce un thriller d’osservazione che parte dal rapimento di una bambina e dal progressivo disfacimento della giovane coppia che ne è madre e padre, entrambi poco più che adulti e già schiacciati da responsabilità più grandi di loro. Il punto di svolta arriva quando iniziano a ricevere misteriosi DVD: sequenze che li mostrano prima nella quotidianità, poi in situazioni sempre più intime, fino a sfociare nell’indicibile. Se la risoluzione del mistero è abbastanza deludente e prevedibile, di grande pregio è la sezione che riguarda la coppia: la loro fragilità, la loro inesperienza, la fatica di essere genitori senza aver ancora imparato a essere adulti. In questi frammenti Stranger Eyes trova una densità emotiva sorprendente, mostrando una ragazza che cerca libertà nelle dirette social e un ragazzo che alterna irresponsabilità e paura, mentre la città intorno li osserva come un organismo indifferente. Yeo Siew Hua non sempre centra il bersaglio, ma costruendo un labirinto di immagini che si guardano tra loro, e che interrogano la nostra vita esposta, registrata, archiviata, riesce a far vibrare la linea sottile fra intimità e intrusione. Candidato da Singapore a miglior film internazionale agli Oscar 2026.

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