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India, oggi: due ragazzi, Chandan, appartenente alla casta dei Dalit, e il musulmano Shoaib, condividono lo stesso desiderio: sfuggire alla povertà e trovare un futuro migliore. Entrambi tentano la strada dell’accademia di polizia, ma l’attesa dei risultati li costringe a cercare lavori precari. Shoaib affronta discriminazioni religiose mentre prova a guadagnarsi da vivere, mentre Chandan è costretto a lasciare casa per lavorare in una fabbrica tessile lontana centinaia di chilometri. Il racconto segue le loro vite quotidiane, mostrando sogni, frustrazioni e solidarietà reciproca. Quando finalmente sembra aprirsi qualche possibilità, arriva la pandemia a complicare tutto.
Ghaywan costruisce così un ritratto intenso di amicizia e precarietà sociale, evitando il melodramma tipico di certo cinema indiano e affidandosi soprattutto alla forza degli attori e a una regia sobria. Il risultato è un film emotivamente potente, culminante in un finale destinato a lasciare il segno. Candidato indiano agli Oscar 2026 come miglior film internazionale.

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