BETTER DAYS

Due adolescenti, entrambi oggetto di bullismo, creano una strana alleanza, a metà tra solidarietà, amicizia e amore, con conseguenze impreviste. Film eccezionale sia sotto il profilo registico che attoriale, centra alla perfezione un tema di cui (anche in Occidente) si parla troppo di rado. Le dinamiche sociali del microcosmo scolastico (si fa per dire, visto che in ogni scuola ci sono migliaia di studenti, che sciamano uniformi da una classe all’altra) e del macrocosmo nazionale (in Cina, come in molti paesi orientali la carriera di una persona dipende da un singolo esame) sono raccontate con perizia e intelligenza e messe in scena con un taglio noir che rende il film quasi simile a un thriller teso e incalzante. Tsang accompagna costantemente i suoi personaggi in un clima di tensione e precarietà, seguendoli tra vicoli, sottopassaggi, scuole e quartieri periferici. La paura diventa una presenza continua, alimentata non solo dal bullismo e dalla violenza fisica, ma anche da una società competitiva e soffocante che sembra costringere i giovani a scegliere tra il ruolo di vittima e quello di carnefice. Visione imprescindibile per ogni genitore/insegnante/allievo e in un paese civile sarebbe da mostrare in ogni istituto scolastico di ogni ordine e grado. Candidato di Hong Kong agli Oscar 2020.

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