AIR DOLL (KUKI NINGYO)

Una bambola gonfiabile, acquistata da un uomo di mezza età abbandonato dalla fidanzata, prende vita e inizia a esplorare il mondo che la circonda. Ma Hirokazu Kore-eda gira solo film eccezionali? Il rapporto quantità/qualità è assurdo. Ennesima potentissima riflessione sulla solitudine dell’uomo moderno e sui tanti guai della società contemporanea, sul ruolo del cinema come potenzialmente salvifico, sulla morte come momento di inizio/rinascita e tanti altri temi cari al regista (la carrellata di personaggi secondari, ognuno “simbolo” di un diverso modo di vivere la solitudine è stupefacente) che costruisce film dopo film una poetica personale chiara e multisfaccettata. Tecnicamente sublime (carrellate laterali che allargano lo sguardo dello spettatore, l’utilizzo della luce e degli oggetti), recitato alla perfezione dall’eccezionale Bae Doona, ricchissimo di segni, metafore, significati. Pura poesia, poco da aggiungere.

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