STILL WALKING

Still Walking rappresenta uno dei vertici del cinema di Hirokazu Kore-eda e segna il ritorno del regista ai temi che più caratterizzano la sua poetica: la famiglia, la memoria e le relazioni affettive. Attraverso la riunione annuale della famiglia Yokoyama per commemorare il figlio maggiore scomparso, Kore-eda costruisce un racconto intimista in cui i conflitti non esplodono mai apertamente, ma si manifestano attraverso silenzi, allusioni e piccoli gesti quotidiani. Come già accadeva in opere precedenti, il regista mette in discussione il mito della famiglia tradizionale giapponese, ma lo fa con estrema delicatezza. I dialoghi apparentemente banali, le conversazioni domestiche, le fotografie sfogliate insieme e i rituali della vita quotidiana diventano strumenti per osservare con precisione quasi antropologica le dinamiche familiari, evitando qualsiasi forma di retorica. La forza del film risiede proprio in questo continuo gioco di non detti. Dietro l’apparente serenità dell’incontro emergono rancori mai risolti, sensi di colpa e ferite che il tempo non è riuscito a rimarginare. La madre, in particolare, incarna una forma di crudeltà sottile e silenziosa, capace di trasformare il ricordo del figlio perduto in una presenza costante che condiziona ancora la vita di tutti. Eppure, accanto al dolore, Kore-eda conserva sempre uno sguardo profondamente umano e compassionevole. La malinconia attraversa ogni scena senza mai diventare disperazione, trovando espressione nei gesti più semplici: un pranzo condiviso, una visita al cimitero, un momento di comprensione improvvisa tra generazioni diverse. È proprio in questi dettagli minimi che il film rivela la sua straordinaria sensibilità. Con una regia invisibile ma raffinatissima, Still Walking diventa così una riflessione universale sul peso della memoria, sull’elaborazione del lutto e sulla difficoltà di esprimere i propri sentimenti. Un’opera dolente, delicata e profondamente commovente, che conferma la capacità di Kore-eda di raccontare le fragilità umane attraverso la semplicità della vita quotidiana.

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