RITRATTO DELLA GIOVANE IN FIAMME

Film rarefatto e intelligente, in cui non si proferisce parola se non quando strettamente necessario, che riesce al tempo stesso ad essere algido e passionale. È una bella storia d’amore (anzi, di “innamoramento”), ma funziona alla perfezione anche come acuta riflessione del ruolo della donna nella società e nell’arte. Il film si muove su un doppio asse: da un lato la passione amorosa tra donne in un tempo ostile; dall’altro la riflessione sull’impossibilità storica, per le donne, di essere soggetti creativi, intellettuali, autonomi. Estetica fuori parametro, memorabili i tre “flash” musicali che irrompono in un film altrimenti silenzioso. Ritratto della giovane in fiamme è un manifesto: una dichiarazione d’autorialità femminile, un film che rivendica lo spazio – affettivo, artistico, simbolico – che alle donne è stato a lungo negato. Pur con qualche manierismo, Sciamma compone un’opera colta e luminosa, il cui fuoco, più che bruciare, riflette. Loro assolutamente eccezionali (in Italia dove sono attrici del genere?). Incredibile che i francesi non lo abbiano candidato agli Oscar, se la sarebbe giocata alla pari con Parasite e Dolor Y Gloria.

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