TOKYO SONATA

Un classico del 2008, Tokyo Sonata di Kiyoshi Kurosawa, autore celeberrimo per gli horror, qui perfettamente a suo agio nel raccontare la storia “normale” di una famiglia in disfacimento. Il padre perde il lavoro ma non lo dice, e trascorre le giornate assieme ad altri impiegati rimasti disoccupati, spostandosi di gruppo in gruppo come faceva il protagonista de L’uomo della folla di Poe e svolgendo lavori occasionali: l’evento ha ricadute sugli altri tre membri della famiglia, ma proprio nel momento più cupo per tutti, arriva una svolta (positiva) inaspettata. Regia magnifica, con una gestione degli spazi inarrivabile (la sequenza conclusiva è da applausi in piedi), cast strepitoso, personaggi tridimensionali, a cominciare dal “protagonista”, tutto assolutamente sublime, compreso il messaggio (positivo) finale, che vede la creatività (e la Musica, specificamente) assumere il ruolo di salvatrice, là dove la normalità e le convenzioni falliscono. Vincitore del premio della giuria della sezione Un Certain Regard al 61º Festival di Cannes.

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