
Fluviale e davvero impegnativo (3 ore e 10, ho dovuto spezzarlo in tre visioni causa “eccessiva densità”), ma assolutamente clamoroso (incredibile che non sia rientrato nel listone dei 15 film come miglior film internazionale, ma quest’anno è dura per tutti). Un film filosofico ed esistenzialista, con dialoghi impeccabili, schietti e verosimili (quello durante la cena tra il protagonista e la ragazza con lui, pessimista/nichilista assoluto, e lei, proattiva e indomita è il migliore degli ultimi tempi), idee di regia geniali (lui che “esce” letteralmente dalla scena quando il personaggio “evolve”), due personaggi femminili e uno maschile memorabili e, su tutto, la Natura, spietata e asettica, che osserva immutabile le risibili vicende umane.