
Un’opera assolutamente incredibile, sia sotto il profilo formale, grazie alla divina e ariosa regia di Guan Hu, che sotto quello concettuale, riuscendo a toccare innumerevoli temi (rapporto cane/uomo, figlio/padre, città/stato, presente/futuro) con straordinaria efficacia, grande leggerezza e un paio di momenti obiettivamente esilaranti, nonostante il contesto sia tutt’altro che roseo. Uno spaccato inquietante ma al tempo stesso ottimista (il fantastico finale, speculare al pazzesco incipit) della Cina “moderna” (si fa per dire…), interpretato magnificamente dal bravissimo Eddie Peng. A Cannes ha vinto il premio nella sezione Un Certain Regard.