CITIZEN OF A KIND

Una donna viene truffata secondo uno schema di phishing vocale e perde tutti i suoi soldi e la custodia dei figli. Abbandonata da polizia e istituzioni, riceverà un insperato aiuto dal truffatore, a sua volta vittima di un’organizzazione criminale.
Presentato al Far East Film Festival 26, Citizen of a Kind, della regista sudcoreana Park Young-ju, inizia col botto e pare essere un duro film di denuncia sociale, salvo poi trasformarsi in una sorta di commedia drammatica, con qualche forzatura di troppo. Molto efficace è il racconto delle terribili condizioni in cui versano gli operatori dei call center truffaldini, a loro volta ostaggio di criminali sanguinari e senza scrupoli, meno quello delle “indagini” che la protagonista svolge assieme ad un gruppo di amiche e che portano alla risoluzione del problema. Un titolo valido, ma avrebbe potuto essere molto più ficcante. Ottima la performance della protagonista, l’indomita Ra Mi-ran.

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