
Davvero strepitoso l’esordio alla regia di Jin Ong (il film ha vinto la scorsa edizione del Far East Festival di Udine), che inizia come film di denuncia e un forte approccio “realista/politico/sociale” ma che poi si trasforma in un melò/noir psicologico esistenzialista con un plus emotivo davvero ficcante ed efficace. L”ottima sceneggiatura, che cesella finemente i caratteri della coppia protagonista, viene esaltata dalla performance magnifica di entrambi gli attori (e kudos doppi a Wu Kang-ren, che recita tutto il film utilizzando solo il linguaggio dei segni e a cui viene affidata una delle migliori sequenze degli ultimi anni, quella del suo sfogo con un monaco, che va dritta negli annali del cinema, sia per forma che per contenuti). C’è forse qualche svolazzo melodrammatico di troppo, specie nella seconda parte, ma non incide sul risultato finale. Candidato dalla Malesia come miglior film internazionale agli Oscar 2025.