CONFIDENZA

È davvero un peccato che duri una mezz’ora di troppo (pessima abitudine che stiamo prendendo dagli americani), perché, asciugato e ripulito dal ridondante e dal non necessario, Confidenza potrebbe davvero ambire a essere un titolo memorabile. Già così è comunque il migliore di Luchetti, che firma un’opera contorta e subdola, allegorica e sbalestrata, che racconta di come la confessione di un segreto (che resterà tale, il classico macguffin) durata mezzo secondo, riesca a intossicare per sempre le vite di due persone (già discretamente paranoiche), perfetti esempi di un’Umanità meschina e miserabile, grottesca e patetica. Gran lavoro per la coppia Germano e Rosellini, assolutamente sul pezzo, e ottime intuizioni per Luchetti, che si sveglia da anni di torpore. Un film cacofonico e disturbante, proprio come la “non-colonna sonora” di Yorke, giustamente gradevole come lo stridio delle unghie sulla lavagna.

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