DANTE

Il miglior film di Avati degli ultimi vent’anni.
Grandiosa la ricostruzione storica e la performance del cast, ma la scelta vincente è la rappresentazione di un Medioevo cupo, realistico e tangibile coi suoi fetori e le malattie, la morte e la guerra, le superstizioni e la religione onnipresenti, una ricostruzione mistica e hororrifica che richiama i grandi classici degli anni ’70 del regista, spiazzando e convincendo. Cast valido e valori produttivi sopra la media del cinema italiano attuale.

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