INU-OH

Giappone, periodo feudale: un ragazzo cieco e un altro deforme a causa di una maledizione s’incontrano e creano un duo artistico: entrambi cantano, uno suona e l’altro balla. È l’inizio di una rivoluzione, non solo musicale…
Che dire? Capolavoro assoluto, uno stracult imprevisto e imprevedibile, il film “della vita” del talentuoso di Masaaki Yuasa (Mind Game, Ride your wave, Devilman Crybaby), un’opera rock senza eguali. Dopo una prima mezz’ora “di studio”, atta a presentare i personaggi, il film esplode, con numeri musicali memorabili e affastella temi attualissimi, dall’importanza dell’anticonformismo, al miglioramento di sé attraverso l’arte (il personaggio deforme migliora dopo ogni performance), dalla presenza persistente della censura nella Storia (Inu-Oh è esistito per davvero, ma non è rimasta traccia della sua arte, cancellata per motivi politici) alla gestione del successo con la propria “fanbase”. Sequenze vertiginose (una chiaramente ispirata alla più celebre de La storia della Principessa Splendente di Isao Takahata), ritmo forsennato, canzoni pazzesche. Yausa crea personaggi al tempo stesso respingenti e armoniosi, con uno stile grezzo ma funzionale e a suo modo affascinante, certamente unico e riconoscibile e firma un’opera assolutamente memorabile.

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