ANCORA UN’ESTATE (L’ETE’ DERNIER)

Una professionista che si occupa di perorare le cause dei minori abusati, sposata con un ricco imprenditore, conosce il figlio di prime nozze di lui, affascinante ma stronzo, e inizia una relazione sessuale…
Brillante racconto di “borghesi inquieti” che conferma il talento iconoclasta della Breillat e mostra l’abisso attualmente esistente tra la cinematografia europea, ricca di dialettica, sfumature e attenta alle complessità e ambiguità e quella americana, azzerata dal politically correct. Chi tiene le redini del rapporto, stavolta? La donna affermata, decisa, che ha scelto, senza imposizioni, di formarsi una famiglia ma è ancora sessualmente curiosa o il giovane ribelle, spregiudicato ma sotto sotto sensibile? Lo script, che si apre e chiude come meglio non si potrebbe, è perfettamente bilanciato e caratterizza al meglio tutti i personaggi. Ogni sequenza è fisica, tattile, nervosa, e perfettamente interpretata da un cast fantastico (Léa Drucker in primis, ma sono tutti bravissimi). Morale della favola: non mettete mai su famiglia con nessuno e per nessuna ragione.

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