
Brillante racconto di “borghesi inquieti” che conferma il talento iconoclasta della Breillat e mostra l’abisso attualmente esistente tra la cinematografia europea, ricca di dialettica, sfumature e attenta alle complessità e ambiguità e quella americana, azzerata dal politically correct. Chi tiene le redini del rapporto, stavolta? La donna affermata, decisa, che ha scelto, senza imposizioni, di formarsi una famiglia ma è ancora sessualmente curiosa o il giovane ribelle, spregiudicato ma sotto sotto sensibile? Lo script, che si apre e chiude come meglio non si potrebbe, è perfettamente bilanciato e caratterizza al meglio tutti i personaggi. Ogni sequenza è fisica, tattile, nervosa, e perfettamente interpretata da un cast fantastico (Léa Drucker in primis, ma sono tutti bravissimi). Morale della favola: non mettete mai su famiglia con nessuno e per nessuna ragione.