PASSAGES

C’è lui che bacia lui che bacia lei che bacia lui e insomma casini sentimentali assortiti per un gay confuso e piuttosto stronzetto e manipolatore che non si decide tra il suo compagno storico, riflessivo e sensibile e una nuova fiamma di sesso femminile, affascinante e fragile. Ira Sachs, firma un film godibile, uno slice of life (se fosse giapponese), con pochi dialoghi e senza far succedere quasi nulla durante tutta la sua durata, appoggiandosi completamente alle validissime performances del terzetto a sua disposizione (Franz Rogowski bravissimo nel rendere l’inquietudine del suo personaggio, Ben Whishaw piacevolmente fragile e Adèle Exarchopoulos impeccabile come al solito). Classico film che gli americani non sanno più fare e che forse gli orientali saprebbero fare meglio (anzi, tolgo il condizionale, vedi Past Lives), in mezzo ci sta il cinema europeo, che dribbla le banalità con mestiere.

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