PINOCCHIO

Mai e poi mai avrei pensato di spendere lodi sperticate per la millemillesima versione di questa storia, ma Del Toro ha tirato fuori dal cilindro uno dei migliori film della sua carriera, se non il suo migliore in assoluto, stravolgendo in toto non solo l’opera originale, ma anche la sua “morale”. Tutti cambiamenti funzionano, dal setting (l’Italia fascista e in guerra) al tono (apparentemente leggero ma in realtà cupo e disperato), dalla gestione dei personaggi (Geppetto fa Pinocchio per avere un clone del figlio morto, Lucignolo è un Balilla, la “fatina” è la versione aggiornata e inquietante del Fauno) al potentissimo finale (una lucida e spietata riflessione sull’unicità della vita, il valore del tempo che ci è dato e l’ineluttabilità della morte). Un’opera tecnicamente prodigiosa e artisticamente importante.

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