SAINT OMER

Una scrittrice assiste al processo di una giovane donna accusata di aver ucciso la figlia di soli 15 mesi per trarre dal caso una rivisitazione contemporanea del mito di Medea. Ma mentre il processo va avanti, si immedesima nell’assassina…
Affascinante, rischioso, verboso, complesso. Ottimo esordio per Alice Diop, celebre documentarista, che racconta, in un film super statico ma formalmente perfetto (il lavoro sulle inquadrature è certosino) la scambio simbiotico che avviene, parola dopo parola, giorno dopo giorno, tra due perfette estranee, accomunate solo dall’essere madre. Dentro c’è un po’ di tutto, dalla denuncia alle condizioni degli immigrati alle riflessioni sui bias cognitivi di cui è impregnato l’Occidente (o il mondo intero?), ma lo script, asciutto, non giudica, fermandosi sempre ad una esposizione che permetta al pubblico di trarre le proprie conclusioni. Splendide le due protagoniste. Candidato all’Oscar per la Francia.

Lascia un commento