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Capolavoro assoluto di uno dei più grandi autori italiani di sempre. Se mettiamo da parte il periodo storico trattato (si fa per dire, visto che si inizia con filmati di repertorio con un comizio tenuto da un giovane La Russa…la gramigna non muore mai) non è invecchiato di un giorno: un film potentissimo, feroce, “politico” nel senso più alto del termine, che vede diversi livelli di potere sfruttare la passione politica e l’ideologia per raggiungere i propri obiettivi, senza pietà, scrupoli o rimorsi. Volontè ultraterreno, ma tutto il cast è sublime, da Laura Betti, figura tragica e patetica, al gelido e calcolatore Steiner. Una sceneggiatura PERFETTA, di Sergio Donati e Goffredo Fofi, dove non c’è una singola parola di troppo e tutto è necessario ed essenziale. Almeno una mezza dozzina di sequenze memorabili (la riunione di redazione per la scelta dei titoli, la ricostruzione dell’omicidio, la confessione/scazzo di Volontè a casa con la moglie…). Un’opera incredibile, frutto del lavoro comune di un gruppo affiatato di talenti pazzeschi (Ferretti, Piovani…), oggi impossibile da replicare.

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