SHAYDA

Anni 90’, Shayda, una coraggiosa madre iraniana, trova rifugio in un centro di accoglienza per donne australiano, insieme alla figlia di sei anni. Quando il marito, da cui la donna si è separata, rientra nelle loro vite, iniziano i problemi…
Candidato all’Oscar 2024 per l’Australia, che continua meritoriamente a promuovere titoli “non anglosassoni”, Shayda rientra appieno in quello che oramai è un sottogenere specifico, ma, proprio come il recente e riuscito Inshallah A Boy, funziona grazie alla sapiente caratterizzazione dei personaggi, protagonista in primis, e ad uno script che non scade mai nel melodramma, riuscendo al tempo stesso a raccontare con efficacia una storia di coraggio e resilienza. Ottimo il cast, a cominciare dalla fantastica Zar Amir Ebrahimi, che firma un’altra performance memorabile dopo quella, sontuosa, di Holy Spider.

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