TAR

Bello, ma davvero estenuante, sia per la durata da sequestro di persona, che per la originale (ma a volte scarsamente funzionale) idea di alternare sequenze stralente e ultraverbose ad altre quasi istantanee. Dal film, una sofisticata riflessione sul ruolo del potere, del tempo e della vacuità delle “cose” terrene, emerge un interessante racconto di donna dispotica, che, acquisito il potere (non senza fatica) ordina, ordisce, manipola chiunque le capiti a tiro. Anche il mondo della musica classica “pro” non ne esce benissimo, visto che pare popolato da persone abilissime ma mitomani, autoreferenziali ed egoriferite. Sequenza top quella in cui lei, lesbica, cazzia lo studente bimbominkia perchè non vuole suonare Bach, a suo dire maschilista per aver fatto troppi figli. Todd Field torna alla regia dopo un bel pezzo (il capolavorissimo Little Children è del 2006) e guida con mano sicura una Blanchett perfettamente in parte.

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