
Eccezionale. Davvero eccezionale. Il miglior film di Glazer e uno dei più efficaci di sempre nel raccontare l’ordinarietà del Male. Visivamente, sembra un film di Wes Anderson: inquadrature fisse, carrellate laterali, colori vividi e contrastati. Lo stile però in questo caso è totalmente funzionale al racconto: le geometrie perfette e la distanza della macchina da presa raccontano meglio di ogni dialogo la gelida efficienza nazista, un’organizzazione puntuale e precisa nella sua operazione di sterminio (che non vediamo ma “ascoltiamo” in sottofondo, con urla e spari che si sovrappongono alla colonna sonora “atonale” di Mica Levi) ma che, col passare del tempo, mostra le prime crepe. Almeno una mezza dozzina di sequenze memorabili, a cominciare dal clamoroso flashforward del prefinale. Cast impeccabile e funzionale alla causa, con Sandra Hüller che stavolta lavora di sottrazione e quasi scompare (che anno per lei!). Visione imprescindibile. Premio Oscar come miglior film internazionale assolutamente meritato, nonostante l’incredibile concorrenza.