UNA SPIEGAZIONE PER TUTTO

Ungheria, oggi. Un ragazzo viene bocciato alla maturità a suo dire perché preso di mira da un professore di fede politica avversa. Una giornalista rampante diffonde la storia e monta la polemica…
Capolavoro, poco da aggiungere.
Una satira misantropa, cinica e ferocissima sulla società attuale, il ruolo del giornalismo, dell’insegnamento e della politica. E, in mezzo, i casini esistenziali dell’adolescenza, periodo che è molto ostico da attraversare e dal quale si esce sempre a fatica e “rodati”. Davvero in gamba Gábor Reisz nel mettere in piedi una storiella esile che va montando come la panna mano a mano che una serie di coincidenze fortuite (il “come” la giornalista viene a sapere della storia è esilarante…e può davvero succedere!) la alimenta, coinvolgendo sempre più persone. Un domino senza controllo movimentato da una regia iperdinamica ed eccentrica, che segue passo a passo ogni azione dei quattro personaggi principali e l’intreccio delle loro vite. Non stupisce che il film, presentato l’anno scorso a Venezia, abbia vinto il Premio Orizzonti per il miglior film. La spiegazione per tutto? Le persone sono spesso molto stupide e quasi sempre orribili.

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