YOLO

Giovane donna abulica, sciatta e sovrappeso, viene costantemente vessata & coglionata da parenti, amici e colleghi. Un giorno incontra un istruttore di boxe e decide di provare, almeno una volta nella vita (YOLO è appunto l’acronimo di “you only live once”), a vincere…
Inizia come commedia un po’ stupida, ma diventa quasi subito un formidabile spokon e uno dei migliori esponenti del genere “riscatto femminile”, senza mai scadere peraltro nel manicheismo tipico dei film americani, dove per far risaltare un ruolo femminile si dipingono tutti gli uomini come babbei, violenti o ritardati. Merito della riuscita dell’operazione è la clamorosa, sensazionale, impensabile performance di Jia Ling, che ha perso davvero mezzo quintale durante le riprese, che attua una trasformazione che coinvolge non solo il fisico ma anche lo spirito. Grande interprete quindi, ma anche regista capace e in certi momenti visionaria (la scena del tentato suicidio “da intuire” è memorabile nella sua semplicità).

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