INTERSTELLA 5555

Che dire? Se il sonno della ragione genera mostri, l’unione tra menti eccelse genera questo. Il genio visionario (per una volta si può affermare sensatamente) di Leiji Matsumoto, con il suo chara immediatamente riconoscibile, capace di attraversare una manciata di decadi da Capitan Harlock e Galaxy Express 999, si unisce a quello, altrettanto cristallino, di Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo, che con Discovery firmarono uno degli album più incredibili degli anni 00, composto SOLO da capolavori immortali (Veridis Quo in testa). Oggi che Matsumoto si è ricongiunto con l’Infinito e i Daft Punk si sono sciolti, ci resta, a imperitura memoria di quell’incontro felice, fecondo e fortunato, quest’opera proteiforme e cosmopolita, ammaliante e contemporanea. Visione (e ascolto) imprescindibile, in sala.

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