PEPPERMINT CANDY

Uno dei più iconici film coreani di sempre, uscito curiosamente in patria proprio il primo gennaio 2000, a battezzare il nuovo secolo. Un uomo, in stato confusionale, si reca dapprima ad un picnic di ex compagni di scuola e poi si butta sotto un treno urlando di voler “tornare indietro”. Il film lo accontenta, raccontando la sua vita in sette episodi “cruciali” della sua esistenza
montati in ordine inverso rispetto all’accadimento cronologico degli eventi rievocati. Lo spettatore assiste quindi al suo progressivo disfacimento morale, professionale, sentimentale e umano, che lo portano all’atto finale che apre il film. In mezzo, la complessa storia di un Paese caratterizzata da dittature militari, crisi finanziarie, massacri, proteste e boom economici. Tutte le componenti tecniche del film, dalle luci alla scenografia, alla musica funzionano alla perfezione, magistralmente orchestrate dalla regia di Lee Chang-dong, poi autore di innumerevoli capolavori quali Oasis, Poetry e ovviamente l’immenso Burning, da cui oramai sono passati sette anni). Incredibile la performance Sol Kyung-gu, che riesce, da solo, svariando tra una moltitudine di espressioni e stati d’animo, a interpretare un affresco generazionale.

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