
montati in ordine inverso rispetto all’accadimento cronologico degli eventi rievocati. Lo spettatore assiste quindi al suo progressivo disfacimento morale, professionale, sentimentale e umano, che lo portano all’atto finale che apre il film. In mezzo, la complessa storia di un Paese caratterizzata da dittature militari, crisi finanziarie, massacri, proteste e boom economici. Tutte le componenti tecniche del film, dalle luci alla scenografia, alla musica funzionano alla perfezione, magistralmente orchestrate dalla regia di Lee Chang-dong, poi autore di innumerevoli capolavori quali Oasis, Poetry e ovviamente l’immenso Burning, da cui oramai sono passati sette anni). Incredibile la performance Sol Kyung-gu, che riesce, da solo, svariando tra una moltitudine di espressioni e stati d’animo, a interpretare un affresco generazionale.