L’EREDE

Uno stilista ansiogeno e affetto da attacchi di panico riceve la notizia della morte del padre, col quale non aveva rapporti da anni, ed è costretto a tornare a casa per occuparsi del funerale…
Siamo a marzo ma il miglior mistery thriller dell’anno è già nelle sale. Opera di rara tensione ed eleganza (già l’incipit con la sfilata, a suo modo, mette i brividi), che conferma il talento di Xavier Legrand, che dopo l’affascinante L’affido torna a ragionare sul tema della famiglia e delle sue (inevitabili?) storture. Uno script subdolo, depistante, sinistramente shakespeariano che, minuto dopo minuto, fa salire la tensione, procedendo per accumulo fino ad una deflagrante scoperta e relativo cambio di passo e ritmo.
Un bilanciamento della suspense impeccabile, unito ad una regia di rara eleganza per il genere trattato (l’incipit, la sequenza notturna nella casa, quella nella foresta, il clamoroso funerale, il finale impeccabile, sinistro e beffardo) e alla performance incredibile del bravissimo Marc-André Grondin.

Lascia un commento