
Secondo capitolo della “saga” con gli stessi protagonisti (Toni Servillo-Salvo Ficarra-Valentino Picone, stesso regista, di nuovo la Sicilia storica come sfondo dell’azione) e secondo centro per Andò, che firma un bizzaro mix tra commedia e film storico, sempre con un piede nella realtà e l’altro nella finzione. Produttivamente sontuoso (è costato oltre 20 milioni e si vedono), L’Abbaglio ammicca ai grandi classici del cinema italiano (La Grande Guerra su tutti, specie per quanto concerne le sottotrame della coppia Ficarra/Picone, sempre impeccabili), non convince del tutto sul lato della riflessione storico-sociale (un po’ banalotta e pregna di luoghi comuni), ma è un prodotto dignitoso confezionato con professionalità e tanto basta.