Godibile coming-of age “ribaltato” (il percorso formativo lo fa un padre che rivede la figlia mai riconosciuta che si palesa dopo quindi ci anni) dell’esordiente Alissa Jung. La ragazzina, splendidamente interpretata dall’altrettanto esordiente Juli Grabenhenrich (carrierone davanti a sè, se confermerà il suo talento innato), mette alla corda il padre, un polveroso ed efficace Luca Marinelli, che nel mentre si è fatto una pseudo famiglia che però stavolta vorrebbe mantenere. Script e regia funzionano bene, anche grazie ai non-luoghi della riviera adriatica invernale, convince meno il personaggio di Arturo Gabriellini, piazzato lì un po’ a caso, forse per evitare che tutto il film graviti sulla coppia, e c’è qualche didascalismo di troppo (il fenicottero ucciso), ma nel complesso come copia uguale e contraria dell’ottimo Ritrovarsi a Tokyo (lì è il padre che cerca la figlia nella megalopoli nipponica) ha una sua dignità. Ecco, magari rendere la tipa un pelo meno insopportabile avrebbe giovato alla sua causa (e infatti…). Vabbè, solito consiglio: non figliate per nessuna ragione!