2000 METERS TO ANDRIIVKA

Mstyslav Chernov abbandona l’assedio urbano di 20 Days in Mariupol per seguire un reparto ucraino in un’avanzata di duemila metri verso Andriivka, trasformando quel breve tratto di territorio in un abisso di fango, detriti e morte. Attraverso filmati da casco e riprese dei droni, il film ci immerge nel cuore della battaglia, dove ogni metro conquistato esige un tributo di vite e ogni gesto richiama alla mente un secolo di iconografie belliche. Il risultato non è un’astrazione estetizzante ma un’immersione brutale che costringe lo spettatore a riconsiderare la distanza rassicurante da cui solitamente osserva i conflitti. L’opera, sostenuta da PBS e Associated Press, mostra senza filtri l’annientamento del paesaggio e degli uomini che lo attraversano, rivelando quanto la guerra reale dissolva qualsiasi retorica. Pur seguendo inevitabilmente solo il punto di vista ucraino, il film finisce per mostrare l’universalità della violenza: ordini incomprensibili, giovani mandati al macello, mercenari incapaci di articolare persino il motivo della loro presenza sul campo. Si esce dalla visione storditi, con la sensazione che il cinema bellico di finzione, accanto a testimonianze così dirette, possa soltanto tacere per un po’. Candidato dell’Ucraina a migliore film internazionale agli Oscar 2026.

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