BEFORE SUNRISE

Più che una commedia romantica o un melodramma, Before Sunrise di Richard Linklater è l’osservazione di un incontro: un frammento di tempo condiviso che scorre leggero, senza cadere né nel sentimentalismo né nell’ironia distaccata. Rivederlo a trent’anni dall’uscita significa anche rileggerlo alla luce dei capitoli successivi, Before Sunset e Before Midnight, che espandono quell’istante in una traiettoria esistenziale.Jesse (Ethan Hawke) e Céline (Julie Delpy) si conoscono per caso su un treno e scelgono, quasi senza pensarci, di scendere insieme e trascorrere una notte a Vienna. Non succede nulla di eclatante: niente scontri, confessioni decisive o snodi narrativi tradizionali. Tutto si costruisce attraverso il dialogo e una tensione emotiva che resta sospesa, mai davvero sciolta. È proprio questa assenza di peso a rendere il film così vivo: i due sembrano esistere al di fuori delle conseguenze, liberi da vincoli e responsabilità. Più che una storia, è la cattura di un momento irripetibile, in cui il desiderio rimane aperto, incompiuto, e per questo ancora più intenso.

Lascia un commento