
Un film che rasenta la perfezione, con una sceneggiatura sublime, che irride il maschilismo e l’arretratezza culturale, il fanatismo religioso e l’istituzione familiare. Mai paternalista o didascalico, con personaggi pazzeschi (la madre, il prete, il procuratore) e attori fantastici, a cominciare dalla protagonista. La battuta dell’anno, pronunciata dal prete, mentre osserva gli uomini defraudati della “preziosa” croce: “Non sono in grado di formulare opinioni, sono una massa”. 10, lode e bacio accademico.
Un pensiero su “DIO E’ DONNA E SI CHIAMA PETRUNYA”