DIO E’ DONNA E SI CHIAMA PETRUNYA

Una donna (laureata), dopo l’ennesimo colloquio di lavoro andato male, con annessa avance sessuale subita dal potenziale datore di lavoro, prende per prima una croce lanciata nel fiume durante una cerimonia ortodossa (ovviamente di soli uomini). Inseguita dalla folla inferocita è costretta a restare nella stazione di polizia assieme al prete, a una giornalista femminista e ai poliziotti…
Un film che rasenta la perfezione, con una sceneggiatura sublime, che irride il maschilismo e l’arretratezza culturale, il fanatismo religioso e l’istituzione familiare. Mai paternalista o didascalico, con personaggi pazzeschi (la madre, il prete, il procuratore) e attori fantastici, a cominciare dalla protagonista. La battuta dell’anno, pronunciata dal prete, mentre osserva gli uomini defraudati della “preziosa” croce: “Non sono in grado di formulare opinioni, sono una massa”. 10, lode e bacio accademico.

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