
Fatico ad esprimere un parere sensato su un film del genere perché ci lavorano il mio regista vivente preferito (Hirokazu Kore’eda) e il mio attore vivente preferito (Song Kang-ho), ma, devozione a parte, non è il più riuscito pur restando ampiamente sopra la sufficienza. Kore’eda è bravissimo a raccontare storie di famiglie disfunzionali, ma funziona meglio col dramma che con la commedia. Qui cerca di ibridare i generi e gli viene fuori un road movie che ha i suoi picchi, ma soffre per un ritmo discontinuo, dialoghi a volte troppo verbosi e una storia un po’ troppo in-credibile, per il suo peraltro apprezzabile ottimismo.