
La performance di Carrey sorprende per misura e controllo: abbandona gran parte della sua comicità per dare forma a un personaggio ingenuo ma autentico, la cui umanità rende ancora più evidente la violenza del sistema che lo circonda. Harris, al contrario, incarna il cinismo razionale del produttore, per il quale lo spettacolo giustifica qualsiasi scelta.
Ciò che rende il film memorabile è proprio questo doppio livello: funziona come racconto coinvolgente, ma anche come riflessione sulle conseguenze etiche della tecnologia e dei media. Come già accadeva in Gattaca, Niccol mette in scena un futuro già presente, ponendo una domanda semplice e inquietante: se qualcosa è possibile, siamo davvero obbligati a farla?
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