UN DOLLARO D’ONORE

E’ in questi momenti di carestia cinematografia che i grandi classici accorrono per dispensare la salvezza. Alla trentesima visione, Un dollaro d’onore aka Rio Bravo, si conferma il più grande western di tutti i tempi, un’opera d’arte frutto dell’incontro di tre geni (Howard Hawks alla regia, l’eccelsa Leigh Brackett a scrivere la sceneggiatura e l’immenso Dimitri Tiomkin a vergare una partitura musicale immortale), pietra miliare e punto di riferimento per moltissimi registi a venire, non ultimo John Carpenter che lo ha sempre elencato tra le sue pellicole preferite. Il lavoro di cesello sui dialoghi e sulla caratterizzazione dei personaggi (lo sceriffo disilluso, il vice alcoolista, il vecchio sciancato, il giovane saggio, la donna emancipata e intraprendente, il villain senza scrupoli) è da applausi e il cast funziona al 100%. Hawks riesce a bilanciare perfettamente i momenti leggeri con quelli a maggior tasso di adrenalina, mentre sullo sfondo, si cominciano ad intravedere alcuni impercettibili riferimenti “sociali” (il becchino orientale, l’albergatore messicano), che anni dopo, la cinematografia americana comincerà ad approfondire e proporre in maniera meno stereotipata. Capolavoro senza se e senza ma.

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