
Brillante dramedy processuale, che racconta un episodio chiave della storia recente argentina, alternando un registro serio e rigoroso ad altro, più brillante, leggero e ironico. Santiago Mitre riesce a mantenere il film sempre in equilibrio tra dramma storico e commedia grottesca, grazie ad uno script impeccabile e alla solita, titanica prova di Ricardo Alberto Darín (che sta al cinema argentino come Song Kang-ho a quello coreano, io amo incondizionatamente entrambi). Candidato argentino come miglior film internazionale agli Oscar 2023.
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