
Fluviale (quasi 3 ore, ma non c’è un minuto che non sia essenziale) e strepitoso esempio di “cinema sul cinema” (i primi venti minuti ed il finale sono l’inizio e la fine del film mai realizzato) che racconta, camuffato da blando thriller (il mistero viene svelato quasi subito) l’importanza della Memoria, delle immagini, dei supporti analogici, a fronte di un’era digitale che consuma e dimentica in fretta, senza però scadere mai nel melodramma nostalgico. Tra tante citazioni di grandi classici (Dreyer, Hawks ed il suo Un Dollaro d’Onore) e dialoghi memorabili (quello tra il regista ed un neurologo è il migliore dell’anno), rifulge poi il messaggio principale: imparare l’arte del Vivere, oramai sconosciuta ai più.