
Non capita spesso che un film italiano faccia incazzare sia la sinistra (Ahhhhh è patriottico, quindi fascista!) che la destra (Ahhhhh questo tizio salva persone in mare! È un endorsment alle ong criminali e scafiste!), ma questo riesce nell’ impresa, pur non essendo, a ben vedere, un’opera particolarmente “politica”, ma piuttosto intimista (anche i celebri 15 milioni spesi per realizzarlo…bah, non è che si vedano molto). Edoardo De Angelis, che nel 2016 firmò uno dei migliori film visti in questo inizio di secolo, l’inarrivabile Indivisibili, punta “più sull’uomo che sul ferro”, e la sua regia funziona meglio nello straordinario incipit “familiare” e tra le quattro pareti del sommergibile che nelle sequenze “action” (si fa per dire). Certo, qualche eccesso di retorica c’è (proprio come in Io Capitano) solo parzialmente bilanciato da un Favino per metà film sommesso e per l’altra metà in modalità overacting (ma funzionale alla causa) e a dirla tutta non è chiaro nemmeno il senso ultimo dell’intera operazione, in perenne bilico tra agiografia e spaccato storico.