CONCRETE UTOPIA

Dai un genere cinematografico qualsiasi in mano a un coreano e lui te lo smonterà pezzo per pezzo e clichè per clichè, per ricostruirlo a formare qualcosa di completamente nuovo. Capita anche stavolta con questo bizzarro ma riuscito mix tra disaster movie + black comedy + thriller psicologico, che vede un gruppo di sopravvissuti ad un terremoto “estintivo” sopravvivere all’interno dei grattacieli rimasti (più o meno) in piedi. Lo script ammicca ad High Rise e Triangle of Sadness, ma c’è molta farina del regista e sceneggiatore Um Tae-hwa. Lee Byung-hun, come spesso gli capita, sta due spanne sopra tutti. Meno immediato e leggibile dei successoni coreani degli ultimi anni, ma validissimo, tant’è che sarà il loro candidato agli Oscar come miglior film internazionale.

Lascia un commento